mercoledì, ottobre 05, 2011

Le memorie di Pollicino

Sono un punto di domanda
che ha perso la sua fine
Sono come l'orizzonte, io
non trovo più confine.

Ho miniato la mia "Smemo"
assediato, e nel veleno,
ed invece di capire, loro
m'hanno urlato "Scemo, scemo".

Nel novantotto, voloevo esser qualcuno
nel duemilauno, dopo Santa Liberata
di palle di neve, ne ho prese una palata:
dal duemilauno, io non sono più nessuno.

Ora - tu - prendi la mia mano,
ed io costante, scappo invano
scusa, non è proprio rancore,
evito di toccarti per passarti il mio dolore.

Curvo come virgola, che
non termina una frase, ritto
punto esclamativo, ed anche
ho perso la mia base...

Ora che il sole è tramontato
sull'inutile passato, persa è
tanto l'adolescenza, ebbene
non ne avverto la mancanza.

Eppure non sono come voi
non sono come mi vuoi,
non son più lo sfogo umano
per la tua velocità di mano.

E più non sono uno di voi,
disconoscimi se vuoi
non sono più incatenato,
alla culla, dove sono nato.
By me... Luca Zenman Wiribert a mercoledì, ottobre 05, 2011 |  

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